domenica 26 ottobre 2008

BECAUSE THE NIGHT

Prendimi adesso baby qui come sono
Stringimi forte, prova a capire
Il desiderio è forte è il fuoco che respiro
L'amore è un banchetto sul quale ci sfamiamo

Avanti ora prova a capire
Come mi sento quando sono nelle tue mani
Prendi la mia mano, vieni al riparo
Loro non possono ferirti ora
Perché la notte appartiene agli amanti
Perché la notte appartiene al desiderio
Perché la notte appartiene a noi
PATTY SMITH

http://it.youtube.com/watch?v=0brHGJ6xqbk&feature=related


poesia


La notte è assurda
senza luna di vetro
nel cielo della finestra
Si offre intima
scura
al gioco seducente
di mille carezze
di sguardi intiriganti
riflessi d'intenso piacere
A Mauthausen
c'è stato un massacro

-Vito Moretti -
-da "Tutte le guerre che non ho fatto" ediz. "il grappolo"

mercoledì 22 ottobre 2008

FESTA DEI SS. MEDICI

domenica 19 - ottobre - 2008 (terza domenica di ottobre)

La devozione per i Santi Medici Cosma e Damiano si può far risalire al IX secolo, quando giunsero a Bitonto le reliquie delle braccia dei taumaturghi. I festeggiamenti, che iniziano il 26 settembre con una novena di preghiera, culminano la terza domenica di ottobre, con una processione che dura l'intera giornata. La processione inizia con l'uscita delle statue dal santuario: dopo aver passato il portale della chiesa con una certa lentezza, le statue sono accolte con un lungo applauso e vengono liberate stormi di colombe e palloncini che volano sulla piazza antistante. La processione termina in serata con l'ostensione delle reliquie e la messa solenne nel santuario, celebrata dall'arcivescovo.

Molti fedeli residenti nei centri vicini, per devozione raggiungono Bitonto a piedi. Alcuni seguono la processione con lo sguardo rivolto alle statue dei santi e camminando all'indietro; tra questi ce ne sono alcuni che portano lungo l'intero percorso pesanti ceri, alti anche 2 m e del diametro di 50 cm, camminando scalzi. Questi ultimi, che si posizionano davanti alle statue (dietro l'intera folla), accompagnano alcuni gruppi di partecipanti che cantano la devozione ai due santi. In particolare c'è un uomo che canta le strofe e altri gruppi di partecipanti, sparsi per l'intera folla, che lo accompagnano con un ritornello (la voce arriva tramite particolari megafoni posti a una certa distanza l'uno dall'altro). Senza mai fermarsi, neanche quando la voce gli viene a mancare, questa persona canta per tutta la durata della processione. Durante la festa si tiene inoltre una fiera tradizionale. Cibi tipici di questa occasione sono focaccia e sedano (fêcazze e äcce).

Nel 1993 è stata istituita la fondazione "Opera dei Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto", per dare maggiore sviluppo alle attività di volontariato medico-sanitarie e di assistenza per gli indigenti, iniziate già dal 1986 ad opera di circa 150 volontari (mensa per i poveri, ambulatorio gratuito, casa di accoglienza per i senza tetto, centro di ascolto, ospitalità per i profughi). L'ultimo obiettivo raggiunto è stata la costruzione di un hospice. Questa struttura, entrata in funzione recentemente (l'8 luglio del 2007, data di inaugurazione) ospita un centro di cure palliative (globali) per malati terminali.

sabato 18 ottobre 2008

VITAMINA H...UMORINA

Un uomo ,rientrato a tarda notte ubriaco, si sveglia la mattina e chiede alla moglie:
- cara, ma aprendo la porta del bagno... la luce si accende automaticamente?
- no caro perchè?
-allora ieri sera devo averla fatta nel frigorifero...


le donne hanno bisogno di una ragione per fare sesso. Gli uomini hanno bisogno solo di un posto


poi per rimanere in tema al mio blog....

che cosa rappresenta questo quadro?
un'alba o un tramonto?
- Sicuramente un tramonto!
- E come fai ad esserne sicuro?
- Conosco il pittore e so che si sveglia sempre tardi...

CIAO A TUTTI E BUONA DOMENICA

venerdì 17 ottobre 2008

QUADRI

questo quadro di mio padre mi piace tantissimo ma non vi sò spiegare il motivo...sarà quel colore particolare del cielo, ... chissà...

POETANDO


L’Amore è come una rosa
Ti riempie di un intenso profumo

Ti attira con i suoi sfumati colori
Ma poi ti punge con le sue appuntite spine.
moretti michele jr(2000)






moretti michele senior

sabato 11 ottobre 2008

IL SANTO GRAAL


E’ una delle parole che più attraggono l'attenzione di persone di ogni età: in secoli di storia il Graal sembra non aver perso nulla della sua antica potenza. Anzi. Oggi come non mai è al centro di romanzi, saggi di ogni tipo, film e fumetti. Ma cos'è veramente il Graal?
Le sue tracce storiche, come le teorie, si perdono nel tempo e nella fantasia. Il termine "graal" inizialmente, in francese antico, deriva probabilmente dal latino medievale “gradalis” e significa calice, vaso, scodella o anche catino. Secondo la tradizione, il Graal è la coppa che Gesù Cristo ha usato nell'ultima cena, la stessa che ha poi raccolto il suo sangue dopo la crocifissione.
Proprio il contatto con il sangue di Gesù, gli avrebbe trasmesso dei grandi poteri così come sarebbe accaduto alla lancia di Longino ed alla Sacra Sindone

Ma dove si troverebbe veramente il Graal? Fa veramente parte del misterioso tesoro dei Cavalieri Templari?

Secondo il racconto di un pellegrino inglese del VII secolo, sarebbe custodito in Terra Santa, in una cappella vicino Gerusalemme. Un'altra fonte parla invece del Graal come del piatto dell'ultima cena conservato oggi nella Cattedrale di San Lorenzo a Genova. Restando in Italia, il Graal potrebbe essere custodito a Bari, dove è riportato su un bassorilievo della cattedrale, e a Torino, indicato con gli occhi da una statua della Chiesa della Gran Madre. Il Graal è stato identificato anche nel Santo Calice, che si trova nella cattedrale di Valencia. Secondo la leggenda sarebbe stato portato a Roma da San Pietro e da lì il diacono Lorenzo l'avrebbe portata nella città spagnola. Un'altra versione della storia chiama in causa i cavalieri Teutonici, nati nel 1190, che avrebbero affidato il Graal, ricevuto a loro volta dai mistici Sufi, all'imperatore Federico II perché lo salvasse durante le crociate. Questo spiegherebbe l'edificazione dell'enigmatico edificio di Castel del Monte fatto costruire dall'Imperatore, la cui vera funzione resta ancora oggi misteriosa.


Sull'argomento "Castel del Monte" tornerò a parlare molto presto, è un castello che adoro tantissimo, spesso faccio lunghe passeggiate lungo il suo perimetro, è una vera meraviglia.

PENSANDO ALLE DONNE

A Silvia
-Giacomo Leopardi

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.

Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.

Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!

Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.

O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d'amore.

Anche peria tra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovanezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell'età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
i diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte dell'umane genti?

All'apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

giovedì 9 ottobre 2008

IL BACIO


...quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotante amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
da la "Divina Commedia" - Dante

scrivete tutto quello che pensate sui baci, per me sono
il nutrimento di un rapporto,
il bacio è la verità in un rapporto, si può mentire con le
parole, ma con i baci no

domenica 5 ottobre 2008

Archeologia: una vecchia passione


…AD HONOREM. DEI ET VIRGINIS. MARIE…

A pochi chilometri dal comune di Terlizzi, in provincia di Bari, è sito uno dei più affascinanti e misteriosi luoghi di Puglia, crocevia per i pellegrini in transito lungo l’antica via Appia verso la Terrasanta, e da sempre “centrum” di antiche conoscenze e scrigno di antichi segreti templari.
Così, per giungere al cospetto della Vergine dal volto scuro, “nigra sum sed formosa”, dovremo addentrarci tra antichi culti preistorici e megalitici, misteriosi simboli di arcane religioni e affreschi templari, tracce indissolubili di un passato che ancora riecheggia tra le mura della bellissima chiesa di Santa Maria di Sovereto.


Etimologicamente per diversi studiosi il suo nome sembrerebbe provenire da “Suberitum” e cioè da suber, sughero, ma intrigante è l’idea di una derivazione diversa, forse da “sovra ereto” o meglio “eretto sopra”, significato che fa pensare ad un qualcosa di importante sotto la contrada e che ci riporta nel grembo ctonio della madre terra. Del resto, già nelle campagne limitrofe troviamo i segni di antichi rituali le cui pietre sono rimaste uniche e silenti testimoni, ed ecco così che nel vicino Bosco delle vergini sono presenti ben quattro menhir allineati, un piccolo leys sicuramente molto più fitto in passato, ma che pian piano l’ignoranza popolare ha distrutto.

...così, seguendo questo mistico filo d’Arianna che approdiamo all’Ogigia pugliese, il mistico omphalos di Sovereto


sabato 4 ottobre 2008

SANTI PENSIERI


Nel suo 'Testamento' scritto poco prima di morire, Francesco annotò: “Nessuno mi insegnava quel che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Santo Vangelo”.
Per questo è considerato il più grande santo della fine del Medioevo; egli fu una figura sbocciata completamente dalla grazia e dalla sua interiorità, non spiegabile per niente con l'ambiente spirituale da cui proveniva.
Ma proprio a lui toccò in un modo provvidenziale, di dare la risposta agli interrogativi più profondi del suo tempo.
Avendo messo in chiara luce con la sua vita i principi universali del Vangelo, con una semplicità e amabilità stupefacenti, senza imporre mai nulla a nessuno, ebbe un influsso straordinario, che dura tuttora, non solo nel mondo cristiano ma anche al di fuori di esso.

È patrono dell'Umbria e di molte città, fra le quali San Francisco negli USA che da lui prese il nome, è patrono d'Italia

Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,
specialmente messer lo frate sole
lo quale è iorno et allumini noi per lui,
et ellu è bellu e radiante, cum grande splendore
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

... e protettore dei poeti