sabato 28 novembre 2009

da "M'incazzo dunque sono poeta" del Prof. Gaetano Avena


Lente le ombre di musicale serena
armonia indugiano sulle memorie
di lontane carezze mentre scende
vagante la notte con le stelle
lungo il Cuore che diventa la marea...

... La notte è anche l'aula scovata dai Poeti
per dipanare le trame della Bellezza...

lunedì 19 ottobre 2009

...sul famigerato "papello" ...

Anche Grasso conferma la trattativa

di Lorenzo Frigerio

Di ritorno da New York, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso sceglie prima le pagine de “La Stampa” e, a seguire, i microfoni del TG 3 per entrare nel vivo del dibattito scaturito dalle rivelazioni delle ultime settimane sulla trattativa tra Stato e Cosa Nostra per porre fine allo scontro diretto e sul famigerato “papello”, contenente le richieste di Totò Riina fatte pervenire al ROS dei Carabinieri tramite Vito Ciancimino e, anche per entrare nelle motivazioni della strage di via D’Amelio, costata la vita a Paolo Borsellino e a cinque agenti della sua scorta.

Grasso smorza i facili entusiasmi di chi vede la verità dietro l’angolo, a portata di mano, ricordando piuttosto che il vaglio della magistratura è fondamentale prima di dire che è stato fatto un passo in avanti verso l’accertamento di contesti ed eventi così fondamentali per la vita del nostro Paese.
Il procuratore antimafia ricorda poi anche che i contatti tra Ciancimino e gli ufficiali dei Carabinieri sono accertati processualmente, come pure accertati processualmente risultano essere la richiesta di resa dei capi di Cosa Nostra e, in cambio, la proposta di ottimi trattamenti per i loro familiari, di ottimi trattamenti carcerari per i reclusi e, finanche di quella che, prendendo in prestito le parole utilizzate in altra circostanza dall’allora capitano De Donno, si definisce una “giusta valutazione delle responsabilità”.
La trattativa si arena in presenza delle difficoltà che lo stesso Ciancimino si trova ad affrontare nel suo ruolo di mediatore, preso tra l’incudine e il martello. Da un lato deve chiedere a Riina e agli altri boss di arrendersi, in cambio di contropartite che saranno giudicate sicuramente non all’altezza dai capi di Cosa Nostra. Dall’altro lato si trova a proporre a settori delle istituzioni, non bene identificati ancora oggi, il “papello” contenente una serie di richieste inaccettabili per uno Stato di diritto, pena la resa alla criminalità organizzata. Tra le tante, infatti, ricordiamo la revisione della sentenza del primo maxi processo, l’abolizione della legislazione sui collaboratori di giustizia e la modifica della legge Rognoni - La Torre.

Da qui il tentativo di rimaneggiare i contenuti delle richieste della mafia che avrebbe portato Ciancimino a redigere una sorta di “papello bis” con richieste più accettabili da entrambe le parti in causa. Un compito davvero difficile, visto che Ciancimino è conscio di giocarsi tutto, compresa la sua stessa vita. A tale riguardo nelle prossime ore, il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Massimo Ciancimino tornerà ad incontrare i magistrati per capire i passaggi successivi alla consegna del papello vero e proprio.
Secondo Grasso nella ricostruzione dei fatti che sta emergendo in queste ultime settimane, la strage di via D’Amelio assolverebbe quindi alla funzione di “riscaldare la trattativa”, viste le resistenze in atto. Il passaggio più interessante delle dichiarazioni del magistrato è quello però che riguarda la vita di alcuni uomini politici di allora, ministri della Repubblica soprattutto, che avrebbero avuta salva la vita proprio in virtù della trattativa.

Prima di entrare nel merito delle nuove valutazioni di Grasso, facciamo un passo indietro.
Cosa Nostra, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 31 gennaio 1992 che certifica per sempre l’esistenza della stessa organizzazione, fino a quel momento mai provata, la funzione direttiva della Cupola e tutta una serie di reati, descritti nel certosino lavoro processuale del pool dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, nella stagione di sangue inaugurata con il duplice scopo di regolare i conti con i vecchi referenti politici e di trovare nuove forme di convivenza nel quadro politico in divenire, sotto l’infuriare delle inchieste di Tangentopoli, si sarebbe trovata davanti ad un bivio.

O continuare per la propria strada, a colpi di esplosivo e di lupara, per arrivare a prefigurare una condizione di secessione dell’isola dal resto del paese, per poi trasformarla in una sorta di porto franco. Si pensi, a tale riguardo, alla circostanza mai chiarita della fondazione di una serie di “leghe del Sud”, compresa Libera Sicilia, che vide coinvolto perfino il cognato di Riina, Leoluca Bagarella e alle dichiarazioni di allora dell’ideologo della Lega Nord Gianfranco Miglio che sosteneva a spada tratta le ragioni della secessione, anche in risposta alle istanze federaliste del nord Italia.
Oppure trattare per arrivare ad un accordo con lo Stato, o meglio settori deviati dello stesso, in questo ripercorrendo una strada battuta a più riprese fin dai tempi della strage di Portella della Ginestra e dall’eliminazione del bandito Salvatore Giuliano.

La stessa scelta si pone allo Stato perché, ricorda ancora Grasso “il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze”.
Per poter sperare di avere successo nella trattativa con nuovi interlocutori, i boss mafiosi capiscono allora che non possono certo eliminare con la violenza i politici che avrebbero dovuto soddisfare le loro istanze, perché sarebbe stato controproducente ai fini del raggiungimento dei propri scopi. “In questo senso – dichiara allora Grasso nelle interviste rilasciate in queste ore – si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici”.

E i nomi di chi ebbe salva la vita per questo cambio di obiettivo? Tutti potenti della Prima Repubblica, leader di partito ed ex ministri, a partire da Giulio Andreotti e Claudio Martelli per arrivare a Calogero Mannino e Carlo Vizzini “e forse mi sfugge qualche altro nome”, conclude il procuratore antimafia.
Di sicuro per il momento c’è che Paolo Borsellino invece perse la vita in quella calda estate del 1992, probabilmente per i motivi opposti, per essersi opposto al mercimonio in atto, una trattativa inconcepibile per un uomo dello Stato come lui, tutto d’un pezzo.

sabato 12 settembre 2009

POESIA E DINTORNI


Sensazione

"Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna."

Rimbaud

Amici blogger, scusate per la prolungata assenza, ma il lavoro e gli altri impegni della vita non mi permettono di stare troppo tempo al pc ... un affettuoso saluto a tutti.

giovedì 3 settembre 2009


gRAZIE mARIANNNAAA

venerdì 7 agosto 2009

POETANDO

Terra di Puglia

Arida e Afosa
in una distesa silente
di ambrate spighe
baci il sole
lasciandoti trasportare
dall'assordante canto delle cicale.
E ti lasci guardare
dagli occhi del viandante
Arida e Afosa
Terra di Puglia

di Moretti M.le
nella foto "Paesaggio di Puglia" acrilico su tela di Vito Moretti

giovedì 23 luglio 2009

    A ZACINTO

    Né più mai toccherò le sacre sponde
    ove il mio corpo fanciulletto giacque,
    Zacinto mia, che te specchi nell'onde
    del greco mar da cui vergine nacque

    Venere, e fea quelle isole feconde
    col suo primo sorriso, onde non tacque
    le tue limpide nubi e le tue fronde
    l'inclito verso di colui che l'acque

    cantò fatali, ed il diverso esiglio
    per cui bello di fama e di sventura
    baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

    Tu non altro che il canto avrai del figlio,
    o materna mia terra; a noi prescrisse
    il fato illacrimata sepoltura.

venerdì 10 luglio 2009

Viaggi - Umbria 2009



POESIA E DINTORNI

io voglio
solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
A. Merini

sabato 4 luglio 2009


Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle...
S. Quasimodo

sabato 20 giugno 2009

PROFILO DI LUNA


Quella che scende è una visione
individuata e presa dall'alone
delle piogge annunziate,
una favola, un gioco o una chimera
che s'insinua nel cuore della sera
con gli ascensori della luna.
In questo modo spunta il profilo
stesso della luna, una mafalda bassa
tutta ingroppata con gli occhi della melassa,
perpetua, mulacecata, corbella, sassa,
d'età pausistica sensibile all'osso,
di quelle che mangian questue
lungo pianure infeste di medioevo pesto.
Omaggio a Vito Riviello

venerdì 12 giugno 2009

Donne... così dolcemente complicate


La donna è un paese straniero del quale un uomo non arriva mai a capire fino i fondo i costumi, la politica e la lingua.
Coventry Patmore

Le Donne sono fatte per essere amate non per essere comprese.
Oscar Wilde
Correre dietro alle donne non ha mai fatto male a nessuno. E' raggiungerle, che è pericoloso.
Fogazzaro
La donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio.
Alphonse Karr

Una donna che vuole scendere al livello di un uomo manca di ambizione.
Anonimo
La donna, solo il diavolo sa cos'è: io non ci capisco niente.
Dostoevskij

E' incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo.
Totò

Da una donna bisogna aspettarsi di tutto, eccetto l'ovvio.
Hans Sohnker
I rapinatori ti chiedono la borsa o la vita. Le donne vogliono tutte e due.
Samuel Butler
Adamo sulla tomba di Eva: "Dovunque era lei, là era l'Eden".
Peynet
Le bambine imparano a parlare un mese prima dei bambini. Un vantaggio che manterranno per tutta la vita.
G.F.C.

"Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa".
Kant

Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
W. Shakespeare

lunedì 8 giugno 2009

QUADRI

"Amica" - Matita su carta - Moretti Michele 2009

sabato 6 giugno 2009

QUADRI


"Girasoli" - Acquerello su cartoncino - M. Moretti 2009

venerdì 5 giugno 2009

POESIA E DINTORNI

'A LIVELLA
di Antonio de Curtis - Totò


Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fa' chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn'anno puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con i fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza

St'anno m'è capitata 'n'avventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio
(Madonna), si ce penzo, che paura!
ma po' facette un'anema 'e curaggio.

'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d' 'a chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE
SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO
ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE
MORTO L'11 MAGGIO DEL '31."

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
... sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce steva n'ata tomba piccerella
abbandunata, senza manco un fiore;
pe' segno, solamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena si liggeva:
"ESPOSITO GENNARO NETTURBINO".
Guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'Ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pure all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i' rummanette 'chiuso priggiuniero,
muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje; stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato ... dormo, o è fantasia?

Ate che' fantasia; era 'o Marchese:
c' 'o tubbo, 'a caramella e c' 'o pastrano;
chill'ato appriesso' a isso un brutto arnese:
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'o muorto puveriello... 'o scupatore.
'Int' a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se retireno a chest'ora?

Putevano stà 'a me quase 'nu palmo,
quando 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e, tomo tomo... calmo calmo,
dicette a don Gennaro: "Giovanotto!

Da voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono un blasonato?!

La casta e casta e va, si, rispettata,
ma voi perdeste il senso e la misura;
la vostra salma andava, si, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la vostra vicinanza puzzolente.
Fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente".

"Signor Marchese, nun è colpa mia,
i' nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie b stata a ffa' sta fessaria,
i' che putevo fa' si ero muorto'?

Si fosse vivo ve farrie cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse,
e proprio mo, obbj'... 'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa."

"E cosa aspetti, oh turpe macreato,
che 1'ira mia raggiunga 1'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei gih dato piglio alla violenza!"

"Famne vedé... piglia sta violenza...
'A verità, Marché', mme so' scucciato
'e te senti; e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so' mazzate!...

Ma chi te cride d'essere... nu ddio?
Ccà dinto, 'o vvuò capì, ca simmo eguale?...
... Morto si' tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'n'ato è tale e qquale."

"Lurido porco!... Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?"

"Tu qua' Natale ... Pasca e Ppifania!!
T' 'o vvuo' mettere 'ncapo... 'int' 'a cervella
che staje malato ancora 'e fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched'e".... e una livella.

'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme
tu nun t'he fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo,
suppuorteme vicino - che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie... appartenimmo â morte!"

martedì 2 giugno 2009

ActionAid International è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale. Da oltre 30 anni siamo a fianco delle comunità del Sud del mondo per garantire loro migliori condizioni di vita e il rispetto dei diritti fondamentali.

In Italia
AAI è presente dal 1989: è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) riconosciuta come ente morale ed è accreditata presso il Ministero degli Affari Esteri come ONG (Organizzazione Non Governativa).

Nel mondo
AAI è una coalizione unica sulla scena internazionale che ha la sua sede principale in Sud Africa, a Johannesburg e affiliati nazionali nel Nord e nel Sud del Mondo.
Il nostro impegno parla di azione: globale e locale. Avviciniamo migliaia di persone, mobilitiamo energie, rafforziamo un movimento in grado di sconfiggere povertà e discriminazione.
Sviluppiamo i nostri progetti tenendo conto delle esigenze e priorità delle comunità locali.Rappresentiamo la loro voce presso i governi e le istituzioni per chiedere un cambiamento delle politiche sociali ed economiche, affinché siano rimosse le cause profonde della povertà.

Il nostro lavoro sul campo coinvolge più di 13 milioni di persone attraverso 800 progetti sviluppati in collaborazione con 2000 organizzazioni locali in più di 40 paesi dell’Africa, America Latina e Asia.
IO SOSTENGO AAI, FATELO ANKE VOI!

lunedì 1 giugno 2009

PENSIERI

Se quella notte, per divin consiglio,

la donna Rosa, concependo Silvio,

avesse dato ad un uomo di Milano

invece della topa il deretano

l’avrebbe preso in culo quella sera

sol Donna Rosa e non l’Italia intera.

roberto benigni

dedicata alla carissima amica blogger Marianna

mercoledì 27 maggio 2009

POESIA E DINTORNI

SENSAZIONE
(Sensation)
Nelle estive sere blu, tra i sentieri io andrò,
pizzicato dal grano, a pestar l’erba minuta:
sognatore, sentirò il suo fresco ai miei piedi,
e lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.

Io non parlerò, io non penserò a niente:
ma dentro me crescerà l’infinito amore,
e andrò lontano, molto lontano, vagabondo,
nella Natura, - fiorente come con una donna.
A. Rimbaud

martedì 26 maggio 2009

domenica 24 maggio 2009

RITORNAR BAMBINI

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

Kahlil Gibran "Self-Portrait"

mercoledì 20 maggio 2009

POETANDO

Ho trascorso giorni a pensare
pensando ai giorni avvenenti
Ho consumato giorni a scrivere
scrivendo dei tempi uggiosi
Ho trascorso giornate ad amare
amando affascinanti momenti
Ho patito tempi sgraziati
cancellando ogni loro secondo
Ho trascorso giorni in compagnia
Seguendo richiami d’amici
Ho percorso giorni in solitudine
abbandonando entità corporali
Ho passato giorni a cantare
Cantando briosi motivi
Ho dipinto giorni sbiaditi
Tingendo insignificanti ritagli di carta
Ho vissuto giorni indimenticabili
Dimenticando che sono passati
Ho superato giorni noiosi
abbandonandoli nella loro inconsistenza

sabato 16 maggio 2009

POESIA E DINTORNI


gli alberi del parco

potrebbero d’ognuno narrare

ci hanno visto

piccini giocare

ai loro piedi

fermarci a sognare

hanno sentito

eleganti frasi d’amore

alla loro ombra

opporci al calore

sulla loro corteccia

per una donna incidere un cuore

da "Inchiostro e grafite" di Moretti Michele

venerdì 15 maggio 2009

PENSIERI DI PIETRA


... altri lavori scolpiti da Moretti Michele senior

domenica 10 maggio 2009

A mia Madre

Come quercia secolare
che resiste alle tempeste
e non si piega all'urto dell'uragano
in tutta la tua vita terrena
hai acuito le tue energie
e in un impeto possente
hai lanciato il grido di sfida
e sempre ti sei accinta alle fervide battaglie.
Hai soccorso i miseri
hai tolto dagli artigli del dolore gli afflitti,
hai asciugato le lecrime sui volti dei dolenti ,
hai lenito le angosce e appianato
gli ostacolii ai poveri naufraghi della vita.
Anche quando sfiorata
dall'ala nera del dolore
che ha inondato di tenebre la tua esistenza,
non ti sei lasciata scoraggiare
e hai raddoppiato gli sforzi vincendo
le miserie della vita.
Anche quando il tuo cuore è straziato
dalle amare delusioni
hai combattuto lotte drammatiche
nel silenzio e in attesa di una nuova luce.
Tutta la tua vita è stata un'interiezione,
un oh... o un ah... di gioia e di cordoglio,
una stella che splende all'orizzonte
sui limiti di due mondi, fra la notte e l'aurora.
Ad ogni passo hai trovato un disinganno,
hai visto tutte le rose mutarsi in spine,
tutte le gioie mutarsi in lacrime
ma come aquila che spazia nei
campi azzurri del cielo,
hai saputo abbattere le miserie della terra
sfidando ogni ostacolo
e assurgendo a tutte le altezze del sacrificio,
sicura che in mezzo a tanti dolori
doveve pur germogliare
qualche fiore di sogno e speranza,
qualche rosa doveva pur fiorire in
mezzo a tante spine
Mamma!...
La tua vita è stata una serie incessante
di lotte, uno svolgersi tumultuoso
di sforzi e fatiche, un anelare di desideri
un susseguirsi di opere laboriose
senza posa di braccia fino a
quando serenamente hai guardato in faccia
la signara vestita di nero.

Oggi è strano pensare ad una storia diversa.

Lungo il sentiero della
vita, nel mare della tua anima
sento ancora la musica della tua voce
andar per l'aria fra nuvole bianche,
dove l'ombra fonde in luce.
Ricordo ancora l'ultimo abbraccio
quando hai avvertito
che era l'ultima volta
ti sei avvinghiata al mio corpo
e a fatica ti sei staccata.
Fragile e vibrante farfalla
ho inteso sbattere le tue ali pronta a
spiccare il volo
per poi appoggiarti sul fiore della morte.
T'ho vista nell'alba circonfusa di luce
nel cielo vermiglio, ai primi chiarori,
t'ho sentita volare nel silenzio sovrano
quando stanca ti sei stesa
all'idea dell'infinito.
Moretti Vito - da "L'agenda dei Poeti 2008"

... spiegazioni...

Alcuni dei miei amici lettori penseranno che sia veramente impazzito a pubblicare il post come il precedente, ma a tutto c'è una spiegazione:
Perché studiare la matematica? Lo studio della matematica: abitua al ragionamento e alla riflessione, stimola le capacità di intuizione e lo spirito di ricerca, ha funzione educativa di pensiero, abitua alla chiarezza espositiva e precisione del linguaggio, sviluppa le capacità logiche e di astrazione, affina le capacità di sintesi, abitua a descrivere e "matematizzare" la realtà nei suoi vari aspetti e a considerare criticamente informazioni e ipotesi. La matematica ha profondi legami con l'arte, la musica e altre forme espressive, altresì è una disciplina indispensabile per tutta la ricerca scientifica e tecnologica, è uno strumento di modellazione e di calcolo per le scienze applicate e teoriche quali: la fisica, la chimica, la biologia, la medicina, l'economia, l'informatica, l'ingegneria... non siete convinti?

sabato 9 maggio 2009

Follia Geometrica

L'oggetto matematico che si ottiene dalla rivoluzione intorno all'asse x (rotazione completa di 360°) della funzione y=1/x sull'intervallo [1, ∞) ovvero con x≥1, pur avendo un'estensione infinita ha una superficie di area infinita e un volume finito! Trattasi di un solido infinito con volume finito!!!


tromba di Torricelli o tromba di Gabriele

Nel 1644 Evangelista Torricelli (1608-1647) pubblicò il suo unico libro, l'Opera geometrica. Uno dei risultati in esso contenuti, che fece scalpore fra i suoi contemporanei, fu il calcolo del volume del solido ottenuto ruotando un ramo di iperbole attorno al suo asse. Torricelli lo chiamò solido acuto iperbolico, ma oggi si usano nomi più fantasiosi, da anfora di Zeus a tromba di Torricelli o tromba di Gabriele.
Il risultato era veramente inaspettato. Il solido ha infatti un volume finito, ma una superficie esterna e una sezione interna infinite. Il che significa, pensandolo come un recipiente, che si può riempire l'interno di vernice, ma non si può pitturare l'esterno! O, pensandolo come una torta, che si può mangiarla tutta intera, ma non a fette!
La paradossalità di questi risultati, in realtà, derivano soltanto da una visione ingenua dell'infinito. Dall'idea, cioè, che una serie infinita o un integrale illimitato dovessero necessariamente essere infiniti.

Per comprendere il significato di ciò, non si chiede che un uomo sia un geometra o un logico, ma che sia matto.

QUADRI


di Moretti Carmine

mercoledì 6 maggio 2009

Notte d'amore insonne

Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.

Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.

L'alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.

Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.

Garcia Lorca

sabato 2 maggio 2009


scolpite da Moretti Michele senior

venerdì 1 maggio 2009

POESIA E DINTORNI


ritrovare
nelle corti
del Paese antico
il brio della mia infanzia
quando per gioco
percorrendoli di corsa
trovavo la mia contentezza

da "Inchiostro e grafite" di Michele Moretti

martedì 28 aprile 2009

TOMMASO TRAETTA

Celebre compositore della scuola napoletana, nacque il 30 marzo 1727 a Bitonto, nell'allora regno di Napoli. Ammesso al conservatorio di Loreto all'età di undici anni, vi divenne allievo di Durante.

Dopo dieci anni di studio, l'istruzione di Traetta, in tutte le parti della musica, fu completa. Uscito dal conservatorio, nel 1748, si dedicò all'insegnamento del canto e compose per le chiese e i conventi di Napoli, delle messe, dei vespri, dei mottetti e delle litanie, gran parte delle quali si trovano ancor oggi manoscritte. Nel 1750 la sua opera seria Il Farnace fu rappresentata al teatro San Carlo ottenendo un successo talmente strepitoso che gli si chiesero altre sei opere per la stessa scena le quali si succedettero senza interruzione una dopo l'altra.

Chiamato a Roma nel 1754, vi diede al teatro Aliberti, l' Ezio, considerata a giusto titolo come una delle sue più belle opere. D'allora la sua reputazione si diffuse in tutta Italia; Firenze, Venezia, Milano, Torino si disputarono ed applaudirono i suoi successi, ma delle vantaggiose proposte fattegli dal duca di Parma, ne arrestarono il vagabondare perché accetto la carica di maestro di cappella di questo principe e fu incaricato di insegnare l'arte del canto alle principesse della famiglia ducale. Secondo Laborde, Traetta da allora cambiò il suo stile e che imitò, nelle opere, il gusto francese che era quello della corte di Parma, ma non si trova traccia di questo cambiamento nelle partiture dell' Armida né in quella dell' Ifigenia composte nella stessa epoca.

Dotato nel grado più elevato di genio drammatico, pieno di vigore nell'espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più incline dei musicisti italiani del suo tempo a far uso dell'armonia cromatica della scuola tedesca, Traetta sembra aver concepito la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte la diversità nelle tendenze melodiche che sono più evidenti nelle opere del compositore italiano.

Nel patetico, Traetta raggiunge talvolta il sublime, come si può vedere nell'aria di Semiramide che è stata inserita nel Methode de chant du conservatoire de Paris. Talvolta dimenticava che il gusto dei suoi compatrioti rigettava allora questi accenti energici, e che essi preferivano la melodia pura al dividere la loro attenzione tra la melodia e l'armonia, ma quando percepiva nel suo uditorio la fatica di questa attenzioni, durante le prime messe in scena, nelle quali sedeva al clavicembalo, aveva l'abitudine di rivolgersi agli spettatori dicendo: "Signori, badate a questo passo", e il pubblico applaudiva quasi sempre a questa espressione ingenua di orgoglio dell'artista.

UN VERO ORGOGLIO BITONTINO, ...e qualcuno dei miei concittadini ancora non sà chi sia, se non il nome di una strada!!!

giovedì 23 aprile 2009

Esprimersi con la Pietra

"Villa Teresa" Santo Spirito Bari, scala e balaustra scolpita da Moretti Francesco Antonio e figli

martedì 21 aprile 2009

Filosofando

L'immaginazione è sorprendentemente presente persino nella scienza matematica… c'era molto più immaginazione nella testa di Archimede di quanta ve ne fosse in quella di Omero.
Voltaire
(1694-1778)

domenica 19 aprile 2009

da "In rima con la vita"

Eppure io ti aspetto ...
la signora vestita di nero
ci farà ritrovare
In quel tempo
tornerò a parlarti
se vorrai ascoltarmi
ti aspetto ...
leggero carezzarti
sento già il sapore
di viverti eternamente
[Michele Moretti]

giovedì 16 aprile 2009

POESIA E DINTORNI

Inserita nella programmazione della XI edizione della Settimana della Cultura - "La Cultura è di tutti: partecipa anche tu", sabato 18 Aprile, nel Salotto letterario Degennaro, presenterò le mie due raccolte di versi, "In rima con la vita" e "Inchiostro e grafite".
Durante la serata è prevista anche l'inaugurazione della mostra delle opere (disegni e tele), che compongono il corredo iconografico delle raccolte, realizzate da mio Padre.
Sono emozionatissimo, perchè non ho mai fatto nulla di simile, sono sicuro però che qualcuno da "lassù" mi guiderà. Ciao Babbo


venerdì 10 aprile 2009

Impregilo! Si, sempre lei. La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli. La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina. La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari. La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano. E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore dell’Aquila caduto come se fosse di cartapesta. Chi diavolo è questa società dell’enorme potere che sta devastando la nostra terra? Anche questa volta nessuno parlerà di lei? Anche questa volta la passerà liscia? Rabbia. Rabbia. Rabbia.

martedì 7 aprile 2009

... la terra trema

“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne…. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli… ”
F. Petrarca
dopo il terremoto del 1349

“Dopotutto, non è la natura che ha ammucchiato là ventimila case di sei-sette piani”
(J.J. Rousseau, 1756 dopo il terremoto di Lisbona)

Molte volte codeste calamità distruggono le nazioni senza risorgimento… (ma) la calamità offre il campo a poter spaziosamente formare un nuovo sistema di cose rispetto ad esso. Bisogna quindi approfittare del momento per formare un piano generale di ristoramento
Abate Ferdinando Galiani, in “Pensieri sul terremoto calabrese del 1783”

”E’ crudele ed umiliante constatare che le opere umane, costate tanti anni di lavoro e sacrificio, possano venir distrutte in pochi secondi… la terra, simbolo stesso di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido”
Charles Darwin dopo il terremoto cileno del 1835

“Il rimedio, secondo me, non sta nel prevedere la catastrofe per fuggirla, ma nell’evitarla dal bel principio, studiando il terreno sul quale edificare e facendosi guidare nella scelta dall’esperienza e dalla scienza”
prof. Luigi Palmieri, su Il Corriere del Mattino del 27 agosto 1883

“La sismologia non sa dire quando, ma sa dire dove avverranno terremoti rovinosi, e sa pure graduare la sismicità delle diverse province italiane, quindi saprebbe indicare al governo dove sarebbero necessari regolamenti edilizi più e dove meno rigorosi, senza aspettare che prima il terremoto distrugga quei paesi che si vogliono salvare”
Giuseppe Mercalli, su Rassegna nazionale, dopo il terremoto del 1908

“Strategie di prevenzione più efficaci farebbero non solo risparmiare decine di miliardi di dollari ma salverebbero decine di migliaia di vite. Costruire una cultura di prevenzione non è facile. Mentre i costi della prevenzione debbono essere pagati nel presente, i suoi benefici si avvertono in un futuro distante. Per di più, i benefici non sono tangibili:
ESSI SONO I DISASTRI CHE NON SONO ACCADUTI
(Kofi Annan, WSSD 2002)

Ore 3 e 32 del sei aprile duemilanove ... "la storia insegna ma non ha scolari" A. Gramsci

lunedì 30 marzo 2009

CHI E' DIO?


In un discorso tenuto a Berlino, lo stesso Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. È sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente».

mercoledì 25 marzo 2009

PENSIERI

l'amore è un'erba spontanea, non una pianta da giardino



domenica 22 marzo 2009

Edgar Allan Poe


ASCOLTA SOFFICE, IN UN SOFFIO,
LA VOCE DI CHI T'AMA...FLUTTERA' NELLA NOTTE,
E NEL TUO SONNO, I NOSTRI PENSIERI SI CONGIUNGERANNO

PENSIERI "G"

Secondo me all'inizio c'è sempre una donna.
Secondo me la donna è stato il secondo errore di Dio. Il primo...
Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai.
Secondo me una donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende della vita. A volte persino nell'amore.
Secondo me una donna innamorata imbellisce. Un uomo... rincoglionisce.
Secondo me in un salotto quando non c'è neanche una donna è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non c'è neanche un uomo, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra.
Secondo me un uomo che si vanta di iniziare le donne ai piaceri dell'amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze della città.
Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine "sfigata".
Secondo me un uomo che dice di una donna "quella lì la dà via" meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai.
Secondo me una donna che fa l'amore per interesse è una puttana. Se lo fa invece perché le piace è... non c'è la parola.
Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l'amore "Come con te con nessuno" andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza.
Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi... forse una proiezione, un'immagine, un sogno. Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.
Secondo me il primo maschilista è stato Dio che si è fatto uomo. Però io, se fossi stato Dio, non so se la donna l'avrei firmata.
Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respinta rimane sconcertata. Non ci può credere. Il suo primo pensiero è che lui sia omosessuale, ma in genere questa versione non regge. E allora pensa: 'Eh già, lui si difende... ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente... oppure si sente bloccato dall'eccessiva eccitazione...' Il fatto che lei possa non piacere è un'ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione.
Donna, l'angelo ingannatore. L'ha detto Baudelaire.
Donna, il più bel fiore del giardino. L'ha detto Goethe.
Donna, femina maliarda. L'ha detto Shakespeare.
Donna, sei tutta la mia vita. L'ha detto un mio amico ginecologo.
Secondo me una donna che oggi fa la madre di famiglia e rinuncia a lavorare, sbaglia. Se invece lavora e rinuncia a fare la madre di famiglia, sbaglia. Se cerca contemporaneamente di lavorare e di fare la madre di famiglia… sbaglia. Sbaglia comunque. L'uomo invece non sbaglia mai. Sono secoli che sa quello che deve fare. Forse è per questo che è così intronato. O forse anche per qualche altra ragione...
Giorgio Gaber

venerdì 20 marzo 2009

Parole di Seneca

E' troppo tardi cominciare a vivere quando ormai è ora di smettere.