mercoledì 27 maggio 2009

POESIA E DINTORNI

SENSAZIONE
(Sensation)
Nelle estive sere blu, tra i sentieri io andrò,
pizzicato dal grano, a pestar l’erba minuta:
sognatore, sentirò il suo fresco ai miei piedi,
e lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.

Io non parlerò, io non penserò a niente:
ma dentro me crescerà l’infinito amore,
e andrò lontano, molto lontano, vagabondo,
nella Natura, - fiorente come con una donna.
A. Rimbaud

martedì 26 maggio 2009

domenica 24 maggio 2009

RITORNAR BAMBINI

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

Kahlil Gibran "Self-Portrait"

mercoledì 20 maggio 2009

POETANDO

Ho trascorso giorni a pensare
pensando ai giorni avvenenti
Ho consumato giorni a scrivere
scrivendo dei tempi uggiosi
Ho trascorso giornate ad amare
amando affascinanti momenti
Ho patito tempi sgraziati
cancellando ogni loro secondo
Ho trascorso giorni in compagnia
Seguendo richiami d’amici
Ho percorso giorni in solitudine
abbandonando entità corporali
Ho passato giorni a cantare
Cantando briosi motivi
Ho dipinto giorni sbiaditi
Tingendo insignificanti ritagli di carta
Ho vissuto giorni indimenticabili
Dimenticando che sono passati
Ho superato giorni noiosi
abbandonandoli nella loro inconsistenza

sabato 16 maggio 2009

POESIA E DINTORNI


gli alberi del parco

potrebbero d’ognuno narrare

ci hanno visto

piccini giocare

ai loro piedi

fermarci a sognare

hanno sentito

eleganti frasi d’amore

alla loro ombra

opporci al calore

sulla loro corteccia

per una donna incidere un cuore

da "Inchiostro e grafite" di Moretti Michele

venerdì 15 maggio 2009

PENSIERI DI PIETRA


... altri lavori scolpiti da Moretti Michele senior

domenica 10 maggio 2009

A mia Madre

Come quercia secolare
che resiste alle tempeste
e non si piega all'urto dell'uragano
in tutta la tua vita terrena
hai acuito le tue energie
e in un impeto possente
hai lanciato il grido di sfida
e sempre ti sei accinta alle fervide battaglie.
Hai soccorso i miseri
hai tolto dagli artigli del dolore gli afflitti,
hai asciugato le lecrime sui volti dei dolenti ,
hai lenito le angosce e appianato
gli ostacolii ai poveri naufraghi della vita.
Anche quando sfiorata
dall'ala nera del dolore
che ha inondato di tenebre la tua esistenza,
non ti sei lasciata scoraggiare
e hai raddoppiato gli sforzi vincendo
le miserie della vita.
Anche quando il tuo cuore è straziato
dalle amare delusioni
hai combattuto lotte drammatiche
nel silenzio e in attesa di una nuova luce.
Tutta la tua vita è stata un'interiezione,
un oh... o un ah... di gioia e di cordoglio,
una stella che splende all'orizzonte
sui limiti di due mondi, fra la notte e l'aurora.
Ad ogni passo hai trovato un disinganno,
hai visto tutte le rose mutarsi in spine,
tutte le gioie mutarsi in lacrime
ma come aquila che spazia nei
campi azzurri del cielo,
hai saputo abbattere le miserie della terra
sfidando ogni ostacolo
e assurgendo a tutte le altezze del sacrificio,
sicura che in mezzo a tanti dolori
doveve pur germogliare
qualche fiore di sogno e speranza,
qualche rosa doveva pur fiorire in
mezzo a tante spine
Mamma!...
La tua vita è stata una serie incessante
di lotte, uno svolgersi tumultuoso
di sforzi e fatiche, un anelare di desideri
un susseguirsi di opere laboriose
senza posa di braccia fino a
quando serenamente hai guardato in faccia
la signara vestita di nero.

Oggi è strano pensare ad una storia diversa.

Lungo il sentiero della
vita, nel mare della tua anima
sento ancora la musica della tua voce
andar per l'aria fra nuvole bianche,
dove l'ombra fonde in luce.
Ricordo ancora l'ultimo abbraccio
quando hai avvertito
che era l'ultima volta
ti sei avvinghiata al mio corpo
e a fatica ti sei staccata.
Fragile e vibrante farfalla
ho inteso sbattere le tue ali pronta a
spiccare il volo
per poi appoggiarti sul fiore della morte.
T'ho vista nell'alba circonfusa di luce
nel cielo vermiglio, ai primi chiarori,
t'ho sentita volare nel silenzio sovrano
quando stanca ti sei stesa
all'idea dell'infinito.
Moretti Vito - da "L'agenda dei Poeti 2008"

... spiegazioni...

Alcuni dei miei amici lettori penseranno che sia veramente impazzito a pubblicare il post come il precedente, ma a tutto c'è una spiegazione:
Perché studiare la matematica? Lo studio della matematica: abitua al ragionamento e alla riflessione, stimola le capacità di intuizione e lo spirito di ricerca, ha funzione educativa di pensiero, abitua alla chiarezza espositiva e precisione del linguaggio, sviluppa le capacità logiche e di astrazione, affina le capacità di sintesi, abitua a descrivere e "matematizzare" la realtà nei suoi vari aspetti e a considerare criticamente informazioni e ipotesi. La matematica ha profondi legami con l'arte, la musica e altre forme espressive, altresì è una disciplina indispensabile per tutta la ricerca scientifica e tecnologica, è uno strumento di modellazione e di calcolo per le scienze applicate e teoriche quali: la fisica, la chimica, la biologia, la medicina, l'economia, l'informatica, l'ingegneria... non siete convinti?

sabato 9 maggio 2009

Follia Geometrica

L'oggetto matematico che si ottiene dalla rivoluzione intorno all'asse x (rotazione completa di 360°) della funzione y=1/x sull'intervallo [1, ∞) ovvero con x≥1, pur avendo un'estensione infinita ha una superficie di area infinita e un volume finito! Trattasi di un solido infinito con volume finito!!!


tromba di Torricelli o tromba di Gabriele

Nel 1644 Evangelista Torricelli (1608-1647) pubblicò il suo unico libro, l'Opera geometrica. Uno dei risultati in esso contenuti, che fece scalpore fra i suoi contemporanei, fu il calcolo del volume del solido ottenuto ruotando un ramo di iperbole attorno al suo asse. Torricelli lo chiamò solido acuto iperbolico, ma oggi si usano nomi più fantasiosi, da anfora di Zeus a tromba di Torricelli o tromba di Gabriele.
Il risultato era veramente inaspettato. Il solido ha infatti un volume finito, ma una superficie esterna e una sezione interna infinite. Il che significa, pensandolo come un recipiente, che si può riempire l'interno di vernice, ma non si può pitturare l'esterno! O, pensandolo come una torta, che si può mangiarla tutta intera, ma non a fette!
La paradossalità di questi risultati, in realtà, derivano soltanto da una visione ingenua dell'infinito. Dall'idea, cioè, che una serie infinita o un integrale illimitato dovessero necessariamente essere infiniti.

Per comprendere il significato di ciò, non si chiede che un uomo sia un geometra o un logico, ma che sia matto.

QUADRI


di Moretti Carmine

mercoledì 6 maggio 2009

Notte d'amore insonne

Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.

Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.

L'alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.

Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.

Garcia Lorca

sabato 2 maggio 2009


scolpite da Moretti Michele senior

venerdì 1 maggio 2009

POESIA E DINTORNI


ritrovare
nelle corti
del Paese antico
il brio della mia infanzia
quando per gioco
percorrendoli di corsa
trovavo la mia contentezza

da "Inchiostro e grafite" di Michele Moretti